BERE IL LATTE PREVIENE LE FRATTURE OSTEOPOROTICHE E ALLUNGA LA VITA, O IL CONTRARIO?

Manolagas SC e Parfitt AM, Trends in Endocrinology and Metabolism, 2010
Michaelsson K, British Medical Journal, 20141

Il consumo del latte è stato ampiamente promosso come modalità di prevenzione delle fratture osteoporotiche, soprattutto nelle donne.

Gli scettici sostengono che l'assunzione di elevate quantità di latte possa avere invece effetti negativi sia sulla salute dell'osso che di tutto l'organismo. Essi sostengono che elevate quantità di latte incrementino lo stress ossidativo nell'organismo, lo stato infiammatorio di basso grado e accelerino il processo di invecchiamento. Secondo S. C. Monolagas e A. M. Parfitt, il consumo di latte aumenterebbe il rischio di fratture osteoporotiche, di perdita di tessuto muscolare (sarcopenia), di patologie cardiovascolari e tumori.
Uno studio condotto da Karl Michaelsson ha analizzato la dieta di due coorti di popolazione svedese di mezza età e anziana per un periodo di 20 anni. Ha comparato un gruppo che consumava tre o più bicchieri di latte al giorno con un gruppo che ne consumava uno o meno al giorno, rilevando che un'assunzione elevata di latte non era collegata con un rischio ridotto di fratture di anca, ma piuttosto con un rischio aumentato dose-dipendente di fratture nelle donne e una mortalità maggiore dose-dipendente in entrambi i sessi. Non è stata trovata un'associazione tra l'assunzione di latte e il rischio di fratture nell'uomo, mentre è stata rilevata un'associazione positiva tra il consumo di latte e la concentrazione di markers per lo stress ossidativo e l'infiammazione in entrambi i sessi.
Pur mettendo in discussione la validità delle raccomandazioni circa l'assunzione di elevate quantità di latte nella prevenzione delle fratture, i risultati andrebbero interpretati cautamente a causa della natura osservazionale dello studio condotto.


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