SOLUZIONI TERAPEUTICHE PER IL DOLORE CRONICO

Bushnell MC, Pain, 2015
Linden DJ, The Science of Hand, Heart and Mind, 2015

Per molti anni la medicina moderna ha ignorato il potenziale terapeutico di interventi non farmacologici come la modificazione dell’ambiente sociale, fisico e biologico sul dolore cronico.

Secondo Catherine Bushnell, sempre più persone iniziano a realizzare che gli effetti delle terapie non farmacologiche quali l’esercizio, la riduzione dell’ansia e il cambiamento dei focus su cui poniamo l’attenzione sono efficaci sul sistema nervoso quanto gli oppioidi o altre terapie farmacologiche.
Bushnell ha osservato che il dolore cronico può modificare sia la struttura che la funzione del cervello: la modificazione maggiore si verifica nella riduzione di sostanza grigia, soprattutto a livello della corteccia prefrontale, dell’insula e della corteccia cingolata anteriore. Si tratta di regioni del cervello coinvolte nel processo e nella regolazione del dolore, nella regolazione dell’umore e nella conoscenza.
Nonostante non sia ancora stato chiarito se le alterazioni a livello cerebrale siano la causa o l’effetto del dolore cronico, gli studi hanno dimostrato che con un adeguato controllo del dolore è possibile invertire alcuni di questi cambiamenti.
Secondo David J. Linden, alcune pratiche basate sull’attenzione cosciente quali lo yoga, il Tai Chi e il metodo Feldenkrais possono essere efficaci in certe forme di dolore cronico: imparare a esercitare un controllo nel subconscio del dolore evocato o ridurre la paura del dolore cronico aprendosi all’esperienza del dolore senza evitarla o respingerla potrebbero rispettivamente interrompere alcuni circuiti che sostengono il dolore cronico e ridurre il fastidio da esso provocato.


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