Le 5 regole auree del Dott. Sibilla[ed una postilla del dott. Negrini, la sesta regola].

IL TRATTAMENTO DELLA SCOLIOSI CON CORSETTO FUNZIONA SE ...


1. viene ben prescritto: la prescrizione deve essere dettagliata, precisando ogni particolare costruttivo in rapporto alle necessità del singolo paziente; indicare quindi solo il tipo di ortesi, senza precisare che cosa il medico curante, vero responsabile del trattamento, intende ottenere e con quali mezzi tecnici, delega solo al tecnico ortopedico un ruolo che non gli spetta e soprattutto la responsabilità terapeutica;

2. viene ben confezionato: il corsetto deve essere costruito sul calco in gesso del tronco del paziente da parte di un tecnico ortopedico esperto, di ottima manualità e con grande capacità di collaborazione con il medico, qualità che lo portano a non essere un supino esecutore, né un anarchico inventore, ma piuttosto un intelligente e critico applicatore di metodologie costruttive in grado di interagire con il medico per una buona riuscita dell'ortesi;

3. viene ben collaudato: la prescrizione deve essere verificata, perché tra la progettazione dell'ortesi e la sua realizzazione sul tronco del paziente si possono verificare delle variazioni, delle anomalie che implicano la necessità di una riprogettazione e di adattamenti essenziali per la buona riuscita dell'ortesi ed in definitiva del trattamento; inoltre, il responsabile del trattamento deve poter dare i necessari consigli d'uso al paziente, individuare le spie che possono deporre per una possibile riduzione della compliance, definire eventuali indicazioni ulteriori per il rieducatore; il collaudo non si risolve in un atto formale, tutt'altro;

4. viene ben portato: il paziente è un attore essenziale, in un momento difficile della sua vita (adolescenza), che subisce una terapia da lui non richiesta (non ha sintomi), non voluta e, se non spiegata, spesso nemmeno ben compresa; è essenziale che tutta l'équipe terapeutica sappia interagire con il paziente e la sua famiglia ai fini di ottenere una adeguata compliance; i minuti "persi" dal medico per parlare con il ragazzo e con la famiglia, dal tecnico ortopedico per garantire una maggiore vestibilità e tollerabilità dell'ortesi, dal rieducatore per verificarne l'uso e cercare di risolvere i piccoli problemi quotidiani del paziente, sono un investimento essenziale ai fini della riuscita del trattamento;

5. è accompagnato da un adeguato esercizio fisico;

6. il paziente è stato accolto in una équipe terapeutica completa: come sempre in riabilitazione (ma non solo) è infatti il lavoro in équipe che consente quelle interazioni tra professionisti che, insieme ai genitori, si fanno garanti di una buona riuscita del trattamento; dell'équipe fanno parte il medico, il tecnico ortopedico, il rieducatore.


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