MEZIERES, SOUCHARD, BUSQUET, BIANFAIT:
dobbiamo riflettere prima di accettare le proposte di metodiche quanto meno discutibili

A cura di Silvano Boccardi

 

So bene che non è corretto presentare senza possibilità di replica affermazioni ritenute erronee alla luce delle conoscenze accreditate, o per una terminologia inaccettabile, o poco comprensibili, anche se tratte senza manipolazioni da testi stampati e abbondantemente diffusi: può esser interpretato come un'operazione di sciacallaggio, magari suggerita dall'invidia. Ma la loro raccolta e la presentazione in una delle riunioni di aggiornamento di riabilitazione presso il centro di bioingegneria della Fondazione don Gnocchi, su richiesta degli abituali frequentatori, è stata pressoché obbligata per due ordini di motivi.
Da un lato, la diffusione nei nostri servizi e nei nostri centri, in particolare privati, delle tecniche derivate da queste premesse, di cui si vanta un'efficacia non ancora dimostrata con indagini serie scientificamente condotte. E quando manca una prova attendibile dell'efficacia dei risultati, l'unico approccio accettabile è quello di un'attenta analisi delle premesse teoriche.
Dall'altro, tutte queste metodiche, rigorosamente eponime, sono argomento di corsi e corsetti in genere di breve durata, tutt'altro che economici (si arriva ad alcune migliaia di euro) e di solito generosamente premiati in fatto di crediti per l'educazione continua.
Credo pertanto sia legittimo mettere a disposizione dei possibili fruitori, specie se paganti, qualcosa su cui riflettere prima di accettare le proposte di metodiche quanto meno discutibili .
In questa prima tornata (non sono esclusi ulteriori tentativi di analisi critica delle premesse teoriche di altre metodiche) sono state prese in considerazione le metodiche di origine francese, molto diffuse anche in Italia negli ultimi venti anni, basate più o meno su tecniche che prendono in considerazione in particolare muscoli e fasce e illustrate in questi testi:

M Mézières F Françoise Mézières
S Souchard PE Ginnastica posturale e tecnica Mézières
    Postures Mézières
Bu Busquet L. Le catene muscolari vol II
Bi Bienfait M La fascia, il pompage
    I disequilibri statici

 

Premessa doverosa: non è escluso che alcune delle inesattezze o delle incomprensibilità siano legate alle traduzioni in italiano, non sempre perfette.
Le frasi su cui meditare sono state così suddivise:

 

1. Affermazioni certamente erronee o male espresse

      1.a. di biomeccanica
      1.b. di cinesiologia
      1.c. di neurofisiopatologia

2. Affermazioni ambigue o non comprensibili



1.a di biomeccanica


strana nozione quella dell'equilibrio così definito: un corpo è in equilibrio quando il suo centro di gravità è posto al disopra della base di appoggio M

il momento di una forza è il prodotto della forza per la perpendicolare abbassata dal centro del movimento al punto di applicazione della forza S

la linea di forza del peso sulle ginocchia superiore è inclinata dall'avanti all'indietro, l'inferiore… è obliqua in basso e avanti Bi

1.b di cinesiologia

se non interviene nessuna forza disequilibrante la posizione di equilibrio eretta è mantenuta senza altri interventi di forza che la mantengano oltre il tono posturale e la resistenza elastica fibromuscolare S

in statica, i muscoli bloccano le articolazioni con la loro tensione passiva e i legamenti non fanno che riprodurre a livelli profondi un comportamento muscolare più superficiale S

quando la linea di gravità va fuori dal poligono di sostentamento divengono necessarie manovre di disequilibrio che sono beninteso più dispendiose di energia del controllo delle semplici oscillazioni della linea di gravità S

pertanto essendo i nostri piedi davanti alla caviglia, la linea di gravità deve passare davanti all'articolazione creando uno squilibrio anteriore. Per correggerlo…converrà bilanciare questo squilibrio anteriore con degli squilibri posteriori equivalenti M

poiché la linea di gravità cade in avanti ai malleoli…deve disporre armoniosamente i vari segmenti correggendo questo squilibrio anteriore con squilibri posteriori S

dal momento che la linea di gravità cade molto prossimalmente all'articolazione coxofemorale S

gli adduttori, che si inseriscono sulla linea aspra che è davanti all'asse, sono in stazione eretta rotatori interni del femore S

in posizione eretta il piede si trova quasi completamente in talo S

in stazione eretta corretta i piedi non sono piatti nè cavi perciò il tendine d'achille è verticale

la contrazione di un qualsiasi muscolo delle docce comporta due componenti, una sul piano orizzontale, l'altra sul piano sagittale S

la catena degli spinali si dispone in posizione normale sagittalmente da una parte e dall'altra e frontalmente alla linea di gravità S

…aggraverà la lordosi lombare particolarmente a sinistra S

se gli adduttori rotatori interni del braccio sono accorciati l'abduzione della spalla determina lo spostamento in fuori dell'emitorace omologo S

5° legge: la rotazione degli arti avviene sempre in dentro… M

la cifosi esiste solo nel caso di vertebre cuneiformi; l'apparente cifosi è in realtà il punto di congiunzione di due lordosi M

i piedi sono posti in avanti all'articolazione tibiotarsica S

..la faccia palmare delle teste dei metatarsi S

la funzione normale di un muscolo è determinata dalla posizione che i suoi punti fisso e mobile occupano quando in partenza i segmenti sono allineati correttamente. Nel caso contrario il muscolo effettuerà il movimento inverso, ossia quello degli antagonisti. M

l'iperlordosi lombare… da una parte sospinge il muscolo in avanti per pinzamento, dall'altra parte l'allontana dalla linea di gravità S

soprattutto se si tratta di un muscolo monoarticolare, incapace di diluire detto comportamento su un segmento distale S

in caso di accorciamento dei flessori del ginocchio l'elevatore (elevazione) dell' arto inferiore a 90° in posizione decubitata (sic) scolla l'ischio dal suolo S

l'allungamento del trasversospinale in un punto qualsiasi provoca il raccorciamento dell'insieme del muscolo S

il totale allungamento di un qualsiasi muscolo posteriore determina l'accorciamento dell'insieme di questi muscoli M

l'accentuarsi delle curve vertebrali … permette ai nostri muscoli posteriori … di raccorciarsi. Ciò è
vero soprattutto per le lordosi S

per mettersi in piedi comodamente, a partire dalla posizione seduta, si squilibra in avanti la testa e la parte alta del tronco. Questa caduta in avanti evita ogni sforzo inutile M

il calcagno è tenuto inoltre in flessione-estensione dal flessore breve plantare, dai muscoli del canale calcaneare e dal tricipite surale S

gli sternocleidomastoidei flettono in avanti il capo M

il diaframma è un muscolo esclusivamente statico M

i muscoli addominali sono gli ausiliari dei dorsali (questo perché è più facile portare un carico contro di sé che a braccio teso) M

…la superiorità numerica, della potenza e del tessuto fibroso dei muscoli che realizzano l'equino varo questi muscoli, che tendono a far ruotare il calcagno esternamente…S

anche di notte il disco subisce queste tensioni muscolari e non si reidrata sotto l'effetto delle pressioni posteriori costanti Bu

il muscolo è il nostro peggior nemico nella statica Bu

questa risultante di squilibrio anteriore produce anche una padronanza migliore delle instabilità laterali Bu

la torsione posteriore del tronco che avvicina la spalla sin e l'anca destra di L3, si effettua intorno ad un asse che congiunge la spalla dx all'anca sin. Il suo centro si trova all'inserzione di quest'asse e della linea che passa per L3 con l'ombelico Bu

il ruolo del diaframma: statico al centro, dinamico alla periferia Bu

in posizione verticale il baricentro del nostro corpo nello spazio è situato a livello del corpo della terza lombare Bi

tutti gli assi di movimento passano per i nuclei polposi Bi

le SIAS e le SIPS sono sulla stessa linea orizzontale Bi

la posizione pelvica e la curva lombare sono inseparabili Bi

l'inspirazione abituale è una sinergia diaframma.traverso Bi

i movimenti sagittali del femore sul bacino sono flessioni ed estensioni, l'anteversione e la retroversione pelviche sono rotazioni sagittali intorno alla testa femorale Bi

la derotazione in rotolamento parte dal basso: il grande gluteo viene sottoposto a tensione dal sistema crociato anteriore Bi

i talloni mettono la tibiotarsica in estensione, di modo che il soleo lavora continuamente in accorciamento Bi

il braccio di leva sul piano sagittale del grande gluteo a 20° di anteversione pelvica hanno braccio di leva nullo Bi


1.c di neurofisiopatologia

i dischi scuri sono contrattili e tonici
a) la contrattilità è volontaria o riflessa
b) la tonicità è in qualche modo una semicontrazione costante, che fa sì che il muscolo tiri sempre sulle sue inserzioni M

i dischi chiari sono elastici e passivi; una forza esterna può stirarli e questo avviene quando l'insieme del muscolo è stirato e i dischi scuri si contraggono…aumentando lo spazio che occupano i dischi chiari M

il sistema Mézières è basato sul sistema propriocettivo di inibizione .. S

il riflesso miotatico inverso partecipa…nella misura in cui, mentre il muscolo si contrae, la tensione che esso impone ai suoi antagonisti facilita la propria contrazione S

le masse lombari sono stirate e -leggi di Sherrington- si rilasciano M

il tono è lo stato di leggera tensione dei muscoli striati in stato di riposo. Si tratta pertanto di una condizione attiva che regola l'ordinamento posturale dei segmenti posturali e si oppone al loro disordine S

il tono è naturalmente eccedente S

il tono scompare del tutto solo con la morte M

è importante capire bene che un muscolo che lavora in maniera costante (statica) si atrofizzi Bu

sia il ponte di actina miosina che la viscosità interna del muscolo, intesa come l' elemento più importante della contrazione, comportano la diminuzione di elasticità del muscolo S
obiezione. elasticità: proprietà di un corpo di riprendere la sua forma e la sua lunghezza iniziali quando cessa di agire la forza che lo deforma

una statica scorretta accorcia la catena dei muscoli posteriori; la sua quasi costante attività concentrica al momento dell'equilibrio tende ad accorciarla S
osservazione: la ' retrazione' è il frutto di un adattamento reversibile a una posizione mantenuta troppo a lungo (più del 75% del tempo per la maggior parte dei muscoli dell'arto inferiore): sei ore di stiramento quotidiano sono sufficienti per mantenere l'elasticità (?) muscolare, il che avviene nella motricità abituale (Lespargot, 1999)
non si può pensare che una diecina di stiramenti due o tre volte la settimana possa avere un qualunque interesse (Lespargot 1999)

se si adottasse l'equilibrio perfetto del filo a piombo si avrebbero costantemente i centri dell'equilibrio all'erta a causa di molteplici informazioni e si arriverebbe alla saturazione della 'memoria centrale' Bu

la soluzione adottata (per la statica) deve essere confortevole per non ingombrare le vie propriocettive Bu

la contrazione statica eccentrica aumenta il numero di sarcomeri S
obiezione importante: come fa una contrazione statica o isometrica ad essere eccentrica, cioè in allungamento dinamico?

il lavoro isometrico eccentrico è il solo a permettere l'aumento in serie del numero dei sarcomeri, provvedendo inoltre a sostituire il tessuto fibroso con il tessuto nobile S
osservazione: molti autori non credono che l'uso dell'allenamento con contrazioni eccentriche (non statiche) porti alla generazione di sarcomeri in serie (Koh, J Biomech 1998)
l'allungamento del muscolo per aumento dei sarcomeri in serie si ottiene con uno stiramento prolungato e sostenuto, che dà avvio a una serie di modificazioni a livello cellulare e molecolare e alla trasmissione di segnali biologici che conducono alla miofibrillogenesi (De Deyne, 2001). Se ne sa ancora poco.
lo stiramento di breve durata agisce sulla componente muscolare (fibra, endomisio e perimisio), quattro volte più estensibile del connettivo denso, con modificazioni del comportamento viscoelastico del muscolo e modificazioni di breve termine dell'estensibilità del muscolo (DeDeyne, 2001)


il controllo di questo equilibrio mobile è dovuto all'insieme dei riflessi miotatici tonici…che sono i riflessi monosinaptici più semplici del nostro sistema nervoso Bi
osservazione: i riflessi tonici non sono monosinaptici e sono molto complicati

il fluage (fisiologico) è uno stato di tensione permanente che fa sì che i filamenti di actina siano sempre impegnati tra i filamenti di miosina Bi

il tono direzionale (posizione che precede ogni gesto) è una funzione globale che si potrebbe chiamare 'tono esterocettivo' perché ha per origine uno stimolo esterocettivo Bi

le unità toniche dei muscoli dinamici preparano il muscolo a una contrazione rapida Bi

ogni articolazione di carico ha funzione tonica Bi

il brachiale anteriore è tonico e sospende l'avambraccio in leggera flessione nella posizione di 'braccio pendente' Bi
osservazione: è la componente elastica dei flessori a equilibrare la gravità, non il tono

la funzione tonica posturale è permanente, attiva 24 ore su 24 Bi

il soleo, tirando 24 ore su 24 come tutti i muscoli tonici… Bi

la tonicità posturale è in attività 24 ore su 24 e la sua tensione permanente approda obbligatoriamente a delle retrazioni Bi

la sinergia antagonista regola la forza, la velocità, l'ampiezza del movimenti segmentari: la sinergia agonista permette la precisione e l'armonia dei gesti Bi


2. Affermazioni ambigue o non comprensibili
a differenti livelli del corpo umano i muscoli e di conseguenza le articolazioni si modificheranno dalla statica alla dinamica dal basso in alto e da dentro in fuori. Da cui stabilità del treno portante e mobilità della mano S

è per questo che un soggetto notevolmente iperlordotico in stazione eretta …cifotizza in modo anormale i lombi della flessione anteriore… S

ogni comportamento anormale che arrivi fino all'estremità di un arto verrà 'ricondotto' verso il centro. L'appoggio al suolo riflette gli stimoli verso l'alto S

il necessario comporta il 'più che sufficente' : pertanto soffriamo di eccessi S

al ginocchio le influenze che giungono dal basso sono predominanti in rotazione esterna, e quelle che giungono dall'alto soprattutto in rotazione interna S

il diaframma sa respirare, è la somatizzazione della respirazione Bu

la seconda funzione della fisiologia della locomozione è quella della fissazione dei segmenti che servono come punto di appoggio ai movimenti o che controllano l'effetto della gravità Bi

la retrazione avviene attraverso un impegno costante dei miofilamenti di actina verso l'esterno Bi

poi esegue con le due mani delle circonduzioni sagittali Bi

la postura deve andare al limite dell'elasticità senza superarla Bi

E allora, perché queste tecniche vengono così diffusamente utilizzate? Può darci una mano a capire il saggio abate inglese:
It is in the nature of a hypothesis when once a man has conceived it that it assimilates eveything to itself, as proper nourishment, and from the first moment of your begetting it, it generally grows stronger by everything you see, hear or understand.
LAWRENCE STERNE (1710-1768)


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