I bambini a scuola

Risponde alle domande il Dott. Stefano Negrini
Responsabile della Segreteria Scientifica

 

Si abbina spesso il concetto di banco o simili (tavolino, banco di laboratorio) con il pericolo di scoliosi o altre patologie nella crescita del bambino. Quali sono le situazioni e le circostanze che possono rendere concreti questi rischi?

La posizione seduta provoca nel bambino le stesse conseguenze, esaltate per intensità, che provoca negli adulti. La colonna vertebrale non è infatti progettata per restare a lungo in posizione seduta, cioè dal punto di vista della colonna piegata in avanti, con una inversione della normale curvatura che tutti abbiamo nella parte bassa della schiena (la lordosi).

Questo provoca “sofferenza” delle strutture, che necessitano di un sollievo tramite il cambio di posizione frequente, sia per non riportare dei piccoli danni, sia per non andare incontro ad una vera e propria “asfissia” da carenza di ossigenazione. Il bambino traduce tutto questo in irrequietezza ed in posizioni scomposte, che altro non sono in realtà che il tentativo (più frequente nel bambino che nell’adulto solo perché la resistenza è minore) di dare sollievo alle proprie strutture.

Quindi, l’essere scomposto o il non star fermo non è, nella maggior parte dei casi, da imputare al bambino, ma alle richieste fisiologicamente non corrette che gli facciamo. Se la classe diventa irrequieta, fate alzare tutti per due secondi, con un giro intorno alla sedia: tutti dopo saranno più calmi perché la colonna avrà avuto un sollievo e più attenti perché si saranno distratti un po’. Inoltre, vietato far saltare l’intervallo o farlo in classe da seduti; eppoi, bisogna fare camminare i bambini almeno ad ogni cambio dell’ora, meglio ancora ogni 30-40 minuti.

Tutto questo riguarda il mal di schiena ed il benessere di questa struttura in accrescimento: per quanto riguarda invece la scoliosi, non esiste banco che la provochi. Solo il dorso curvo può riconoscere una causa in una esagerata sproporzione tra il banco e la sedia che provochi una posizione a lungo flessa in avanti: ma lo stesso accade per i “secchioni”, che restano troppo a lungo piegati sui libri.

Esistono per la medicina ortopedica "malattie da scuola"?

No. Esistono solo posture corrette e scorrette. E soprattutto, come sopra si diceva, la mancanza di movimento che è poco salutare. Ma, bisogna aggiungere, anche poco didattica, perché l’attenzione si perde.

Sono corretti per l’ergonomia gli standard UNI cui attualmente si riferiscono le aziende costruttrici?

Queste dimensioni sono certamente adeguate dal punto di vista ergonomico. L’ergonomia moderna insegna però che non può esistere una sedia o un banco che da solo garantisca di evitare problemi. Tutti gli strumenti possono essere usati bene o male: se abbiamo la sedia più ergonomica, il banco meglio progettato e non sappiamo usarli correttamente, allora non risolveremo mai i problemi. Quindi è centrale il ruolo degli insegnanti in questo senso, che sono i veri educatori anche per le esigenze dei bambini.

 

 

Ultimo aggiornamento: 28/4/2006

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