Schiena e sport

Risponde alle domande il Dott. Stefano Negrini
Responsabile della Segreteria Scientifica

 

Parlando di sport e dei suoi rapporti con la schiena, si possono dare delle indicazioni di carattere generale?

Sullo sport ed il mal di schiena si sono usate tante parole, ma spesso anche a sproposito. Prima di tutto è importante sapere che da un punto di vista scientifico è stato provato che lo sport fa male se fatto troppo o se fatto troppo poco e male. Quindi, lo sport agonistico va interpretato come un vero e proprio lavoro: come sul lavoro si deve imparare come usare il proprio corpo, per un atleta è essenziale una buona preparazione fisica, uno studio attento del corretto gesto tecnico e l’adozione di tutte quelle misure preventive durante gli allenamenti che possano consentire di evitare da un lato l’infortunio acuto, dall’altro il sovraccarico cronico.

Per quanto riguarda invece lo sport per divertimento, il mal di schiena è costellato di proibizioni più che di permessi, secondo una serie di preconcetti che spesso nulla hanno a che fare con la realtà. In generale si può dire che un adulto fa quello che riesce a fare, che è compatibile con la sua vita familiare e professionale e, soprattutto, che continua a fare ciò che lo diverte. Raramente farà qualunque tipo di attività fisica solo per dovere. Quindi si deve stare molto attenti con le proibizioni.

Allora cominciamo dal nuoto: è vero che è lo sport ideale per la schiena?

Di certo, se si ha mal di schiena si riesce di solito a nuotare senza troppi problemi (a volte può bastare mettere una tavoletta tra le gambe, perché da un lato si evita di battere le gambe, che di solito dà fastidio, dall’altro diventa una specie di blanda trazione). Peraltro non è assolutamente vero che il nuoto risolve i problemi della schiena, anzi. Infatti i grandi nuotatori del passato come Mark Spitz o Gross, che passavano ore in acqua e facevano ben poco fuori, avevano tutti dei dorsi curvi. I nuotatori di oggi invece stanno belli diritti perché fanno anche tanto lavoro a secco con i pesi. Il nuoto infatti è uno sport molto completo per gli arti, per cuore e polmoni, ma non per la schiena: la colonna è progettata per affrontare la forza di gravità ed a questo la si deve allenare. Mettendosi in acqua si toglie il peso sulle spalle: utile in fase acuta, ma inutile per allenare la schiena.

E’ vero che se un bambino ha la scoliosi o il dorso curvo lo sport più indicato è il nuoto?

Vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per il mal di schiena. La tradizione del nuoto parte infatti in questo caso dai tempi in cui si pensava che la scoliosi si curava levandosi dalla forza di gravità. Pensate che esistevano nell’Europa dell’Est centri che cercavano di curare le gravi scoliosi mettendo i pazienti a letto per dei mesi. Con la riabilitazione noi oggi cerchiamo di allenare delle qualità fisiche per fronteggiare la forza di gravità e questo si ottiene meno bene in acqua.

Parliamo ora di una grande moda di questi anni: il jogging. E’ vero che gli impatti ripetuti sul terreno fanno venire mal di schiena?

In generale, la schiena soffre quello cui non è abituata e per il quale non si è fatta una preparazione fisica. Abbiamo fatto recentemente uno studio, in fase di pubblicazione su una rivista internazionale, che ha dimostrato che chi fa corsa agonistica ad alto livello non ha più mal di schiena rispetto alle persone normali di pari età. Questo non vale invece per i lanciatori (peso, giavellotto, martello, disco), che hanno molto più mal di schiena. Quindi, se ci si prepara adeguatamente, si può tranquillamente correre.

Ma il discorso del jogging vale anche per pallacanestro e pallavolo, con tutti i salti che comportano?

Sostanzialmente sì. C’è una regola generale per lo sport: se il mal di schiena viene tutte le volte che lo si pratica, anche quando si fa un buon riscaldamento e ci si è allenati per qualche mese a farlo, allora forse è proprio il caso di smettere, ma per trovare qualcosa d'altro da fare, non per star fermi.

Gli sport asimmetrici, tipo il tennis. E’ vero che non vanno bene per chi ha la scoliosi o il mal di schiena

Ecco un’altra bella leggenda da sfatare. Se le regole generali sono le stesse che abbiamo visto prima, si deve anche notare che i grandi tennisti, che pure praticano questo sport per tantissime ore al giorno, non hanno la scoliosi, quindi di sicuro non c’è una rapporto di causa-effetto: poche ore alla settimana si può fare senza problemi. Ben diverso il caso del mal di schiena. Borg ne soffriva tantissimo, ma il suo tennis era un tennis di potenza, con tante torsioni del tronco. Inoltre ci sono alcuni gesti ripetuti che, se fatti male, possono essere dannosi per la schiena. Detto questo, però, il vantaggio di far movimento tre-quattro ore alla settimana con il proprio sport preferito è sicuramente maggiore del rischio di fare dei movimenti sbagliati che possono provocare dolori che, oltretutto, in chi è allenato durano molto meno di chi pratica lo sport del telecomando per passare da una trasmissione sportiva all’altra.

Parliamo di equitazione. E’ vero che fa male alla schiena?

Beh, cadere da cavallo fa certamente male la schiena. Si deve però anche dire che normalmente a cavallo ci si va usando le gambe per ammortizzare, più che la schiena. Inoltre, chi va a passeggio a cavallo, se è capace, lo fa in postura corretta e non riceve grandi sollecitazioni: anzi fa degli esercizi di equilibrio che noi spesso cerchiamo addirittura di replicare in palestra in alcune situazioni ed occasioni.

Come si potrebbe riassumere tutto questo in poche parole?

Fare attività fisica regolarmente due volte alla settimana, fare sempre un buon riscaldamento prima di cominciare, evitare sport a cui non si è allenati o impegni fisici cui non si è preparati e, se dopo qualche mese di attività, continuate ad avere dolori durante lo sport che vi piace, allora cominciate a prendere in considerazione la possibilità di cambiarlo. Chiaramente, per alcune situazioni particolari il medico esperto di colonna vertebrale sarà sempre disponibile per dare i consigli giusti.

Per i bambini, invece, fare di tutto e di più, ma sempre sotto la guida di un buon educatore fisico: si devono migliorare le qualità motorie per vivere bene, più che pensare solo ad un risultato agonistico.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28/4/2006

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