QUANTO SONO COMUNI LE ANOMALIE AINTOMATICHE DEL TRATTO CERVICALE NELLE RISONANZE MAGNETICHE?

Nakashima H, Spine, 2015

I professionisti della colonna vertebrale concordano sull’assenza di relazione tra le anomalie visibili alla risonanza magnetica nucleare (RMN) del tratto lombare e l’insorgenza di dolore. Non esiste invece alcun consenso riguardo il legame esistente tra le anomalie del tratto cervicale riscontrate in risonanza e l’insorgenza di dolore cervicale.

Un nuovo studio condotto in Giappone da Hiraoki Nakashima ha incluso 1211 RMN del tratto cervicale di donne e uomini tra i 20 e i 70 anni, nelle quali sono stati analizzati il diametro antero-posteriore del midollo spinale, il diametro del bulging discale e la sezione trasversa del midollo. È stato trovato un numero impressionante di anomalie cervicali asintomatiche: l’87% dei soggetti presentava bulging discale, con una percentuale che aumentava con l’età in termini di frequenza, gravità e numero di livelli; la frequenza di bulging discale nei soggetti ventenni era di 73.3% negli uomini e di 78% nelle donne.
La compressione del midollo spinale era presente nel 5.3% dei soggetti, nei quali il 41% a livello di C5-C6 e il 27% di C6-C7; l’incremento dell’intensità del segnale era invece prensente nel 2.3% dei soggetti.
I risultati di questo studio suggeriscono di adottare la massima prudenza nel prendere decisioni cliniche, sottolineando l’importanza di correlare sempre le risonanze magnetiche con i segni e i sintomi clinici.

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