COME CAMBIANO GLI EQUILIBRI SAGITTALI DOPO UNA CAMMINATA DI 10 MINUTI?

Bae J, Spine, 2017

Sebbene sia sempre più chiaro come variazioni rispetto al fisiologico profilo sagittale del rachide influiscano sulla qualità di vita degli adulti e degli anziani, meno chiara è la modalità con cui i parametri sagittali e i meccanismi compensatori si modificano con l’attività quotidiana. Cosa succede, per esempio, ad un profilo alterato dopo una camminata? Come si modificano con l’attività gli equilibri che un profilo, seppur alterato, riesce a trovare a riposo?
Uno studio retrospettivo è andato a valutare i parametri sagittali radiografici prima e subito dopo una camminata di dieci minuti in 157 adulti con diagnosi di deformità sagittale con perdita della lordosi lombare che è stata classificata come “compensata” (con asse verticale sagittale [SVA] ≤4 cm e pelvic tilt [PT] >20°) o “decompensata” (SVA>4cm e PT>20°). Dopo la camminata, l’84.6% dei pazienti compensati ha avuto un peggioramento dello SVA in seguito alla diminuzione di PT e lordosi lombare, mentre tutti i pazienti decompensati hanno avuto un peggioramento significativo dello SVA a causa di un peggioramento registrato di tutti i parametri sagittali. In entrambi i gruppi sono quindi avvenute diminuzioni significative di PT e LL, con la crescita di PI-LL, dopo dieci minuti di camminata.
Gli autori dello studio hanno dunque concluso che i meccanismi compensatori messi in atto per mantenere l’equilibrio sagittale tendeno a diminuire con il movimento, causando un aumento della decompensazione sagittale, indipendentemente dallo SVA iniziale. L’esame radiografico condotto dopo una semplice attività fisica come quella proposta potrebbe quindi aiutare a smascherare squilibri sagittali che le deformità compensate possono nascondere se valutate in condizioni di riposo.


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