img news2ISCRIZIONI 2026 AL GSS

APERTE LE ISCRIZIONI

UN ANNO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER IL GSS

Coloro che si iscrivono nel 2026 al GSS partecipano al programma annuale di studio e di aggiornamento tecnico e scientifico, che dà diritto a ricevere, senza costi aggiuntivi:

- 3 Atlanti scientifici
- 6 Webinar esclusivi per gli iscritti
- 200 migliori abstract selezionati e tradotti
- Diritto di accesso annuale al software ISICO ScoliosisManager

Accedere, con versamento di una quota integrativa, al programma facoltativo di Formazione a Distanza (GSS-FAD ed ECM) che permette di acquisire 50 CREDITI ECM.

Per saperne di più

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webinar"Corso SEAS 2° livello"

Assago (MI), 14-15-16 maggio 2026

Rivolto alle migliaia di fisioterapisti che hanno già frequentato corsi SEAS, è un’opportunità che permette di completare la formazione abilitando al trattamento delle deformità vertebrali dell’adulto e dell’anziano (ipercifosi, scoliosi, sbilanciamenti posturali) e delle alterazioni del piano sagittale dei ragazzi, in particolare l’ipercifosi dorsale. La fisioterapista Alessandra Negrini, responsabile e docente del corso, approfondirà queste tematiche alternando, nei tre giorni di corso, parti teoriche, prove pratiche e discussioni su casi clinici.

Il corso è riservato ai fisioterapisti che hanno già frequentato un corso SEAS o il Master Isico.
Richiesto accreditamento ECM

Dettagli e iscrizioni al corso sul sito www.isico.it

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webinar"Il dolore Miofasciale e la terapia con Dry Needling nelle patologie della colonna vertebrale"

Assago (MI), 5-6 Giugno 2026

Sono aperte le iscrizioni al corso dedicato al "Dry Needling" in programma il 5 e 6 giugno 2025 a Assago (MI). Il dott. Fabio Zaina fisiatra membro della segreteria scientifica del GSS e Responsabile del corso, affronterà il tema emergente del trigger point; tema di grande interesse essendo riconosciuti come una delle fonti principale di dolore muscolo fasciale.

La partecipazione è a numero chiuso ed è richiesta la Laurea in Medicina e Chirurgia.
Richiesto accreditamento ECM.


Dettagli del corso sul sito www.isico.it dove è presente il programma e la scheda di iscrizione.

Il punto di vista di Sibilla

Indossare il corsetto ortopedico o non indossarlo: il valore reale dello screening scolastico
Winter RW, Lonstein JE. Editorial. Spine 1997: 22(12); 1283-4.

Fa piacere constatare che le idee nelle quali si è creduto da sempre siano condivise da persone “al di sopra di ogni sospetto” quali Winter e Lonstein. Anzi noi siamo in posizioni ancora più avanzate e questo ci viene dall’aver utilizzato delle ortesi sicuramente più efficaci che il corsetto di Milwaukee.

La scuola europea è sempre stata più favorevole ai corsetti a spinta, piuttosto che a quelli a stimolazione propriocettiva. Stagnara, Min Metha, Cotrel e non ultimi noi stessi abbiamo sempre verificato non solo l’efficacia dei busti ortopedici, ma soprattutto dei busti a spinta.

Il concetto per noi chiaro che il corsetto ortopedico funziona come uno stimolatore meccanico dei centri deputati al controllo della posizione del rachide, deriva dalla nostra formazione bioingegneristica che considera lo schema di controllo a blocchi, come la base di qualsiasi ipotesi terapeutica.

Ne deriva che se il corsetto ortopedico è prescritto correttamente per la forma di scoliosi da trattare, se è impiegato per un tempo sufficiente sia nelle 24 ore che per tutto il tempo del decorso della scoliosi, se è abbinato ad un efficace terapia riabilitativa, il risultato NON PUO' ESSERE CHE POSITIVO.

Ancora troppi in Italia ed altrove considerano il corsetto come un mezzo atto si e no a contenere le forme trattate. Sta di fatto, come ben afferma Nachemson, quando si intraprende una terapia bisogna crederci ed applicarla sino in fondo.

Troppi ancora considerano il trattamento ortopedico come un ripiego.

Troppi non sanno indicare il corsetto adatto, che varia a seconda della forma scoliotica, della sua gravità, del momento evolutivo.

Troppi non sanno i tempi della terapia, non sanno che dopo i primi sei mesi costrittivi, nei quali la scoliosi deve subire un marcato ridimensionamento, si può passare con gradualità al tempo parziale.

Troppi non sanno che il termine della terapia deve essere stabilito, ed in questo concordiamo con Cotrel e non con Winter e Lonstein, 18 mesi dopo il completamento del Risser.

Troppi non sanno che un corsetto ortopedico deve essere portato per ore consecutive: 21/24 significa indossato per 21 ore consecutive e tolto per 3 ore consecutive.

Se queste regole vengono disattese, fatalmente i risultati saranno deludenti per il curante e drammatici per il paziente.

Questo discorso può essere poi ampliato con l’uso dei corsetti inamovibili (Risser - Edf) per il trattamento nelle scoliosi oltre i 40° Cobb, con le loro implicazioni collaudate da noi in più di 25 anni, mediante il loro uso integrato con i corsetti ortopedici, come era stato preconizzato della scuola Lionese e da quel veramente grande maestro che è stato Pierre Stagnara. Ci ripromettiamo comunque di riproporre tutto questo in modo molto più completo in un Congresso Internazionale che verrà organizzato alla fine del prossimo anno.

E questo per riaffermare la supremazia del buon senso terapeutico e dei diritti dei pazienti contro un vento di follia chirurgica che porta a considerare trattabili cruentemente anche scoliosi attorno ai 30° Cobb.

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